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Chi vuol esser procidano?

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a cura di
Porfirio Tramontana

Riflessioni da un sabato tra la gioventù isolana 
Al sabato è rassicurante il solito rito: ciondolare come autistici alla Marina, farsi vedere al GM e locali limitrofi per sapere di esistere, un pò di discoteca commerciale senza senso, i soliti discorsi, due tiri di fumo, una bella sbornia dopodiché tutti a casina tranquilli all’alba dopo avere vomitato in qualche angolo. Naturalmente tutti vestiti dalla solita boutique che ti scuoia vivo ma ti dà la possibilità di far parte del branco. Nessuno che si degni non dico di comprare un giornale, ma almeno di leggerlo su Internet, visto che il computer lo hanno tutti. Questa è buona parte dei nostri giovani, cervelli bruciati dalla noia e dal piattume, senza capacità di mettersi in discussione, figli di genitori che se non vanno fuori a cena il sabato sera non sono nessuno. Sono soprattutto i figli dell’apparenza, della facciata imbiancata alla meglio, rimbambiti dalla televisione che meritano con i vari Grandifratello, le Mariedefilippi, i Costantini gli Emiliofede i Gigidalessio. Così come i più adulti meritano i fredbongusto, gli albano e il pianobar, nonché una classe politica dalla prostata ingrossata, falsa, malata di protagonismo, ammuffita ed incapace di calarsi nella realtà per capire e forse cambiare. Già, cambiare, in fondo perché? Con tutti questi peones disposti a portare avanti uno squallido sistema legato ancora agli anni sessanta è meglio restare immobili, con i buchi nei marciapiedi, e tecnologia zero, vivere di eredità finché ce n’è, in un' isola che sta morendo per mancata valorizzazione delle sue splendide risorse in un mondo moderno ed in continua evoluzione, un paese di zombies seduti ad aspettare che la manna scenda dal cielo. Che ci si impegna a fare? Meglio pensare al nostro cortile, per il resto c’è sempre qualcuno disposto a pensare al posto nostro.

Disagio giovanile (commenti)

da Domenico

La realtà è che ci siamo giocati il cervello, ci siamo fatti rimbecillire dalla TV e dai giornali falsi, ancora seguiamo il "calcio" marcio dentro e bello fuori, abbiamo falsi valori (parola usata e abusata). Ma che cavolo volete che sia farsi una canna ogni tanto, o un bicchiere in più. Il problema e che non si riconosce il limite , non ci si ferma mai, il cannone tra persone "NORMALI" con i sensi non diventa BUCO, il bicchiere quella volta con gli amici non diventa CIRROSI EPATICA. Il condannare a tutti i costi qualcosa che non conosciamo solo perchè è moda a me sembra una stronzata, oggi o si è tossici o si è moralisti estremi, non esiste più misura ed "EQUILIBRIO". O si tende a crescere i figli-ragazzi-giovani come "liberi" o con dei "regolamenti" assurdi e privi di spiegazioni. Invece dovremmo dare loro gli strumenti per scegliere, dare loro informazioni e spiegazioni e non limitarci a creare quel rapporto unidirezionale che sfocia nella fatidica frase "dobbiamo cercare di capirli",  ma farci capire noi.

I 68ini hanno fato delle grandi battaglie un vanto, perdendo di vista le piccole cose che danno il senso compiuto alla vita, dimenticando che combattere per qualcosa di veramente importante è una conseguenza naturale per chi inizia a combattere per le piccole cose a noi vicine, si può guardare lontano ed discutere utopisticamente o guardare nel nostro piccolo ma più importante mondo e crescere. Allora i ragazzi che non si sentono in grado di combattare grandi battaglie, perchè non lo sono, si sentono delle merde e glissano felicemente, non si sentono importanti, questo è il vero disagio dei giovani, in una società vecchia che non vuole morire più, BASTA dovete andare in pensione e dare spazio a chi ha idee e coraggio di esprimerle anche se contro corrente (ma non a tutti i costi), a chi non vuole cadere nei sistemi, a chi si sente libero e se ne assume la responsabilità. Non vorrei sembrare polemico con tutti e con tutto, ma se si vuole fare critica si deve cominciare con l'autocritica, se vuoi stringere la mano in segno di pace al tuo vicino, devi essere in pace con te stesso prima.

Io posso dare solo un consiglio:  dovete pensare con le vostre teste ragazzi, mettendo in discussione tutti anche voi stessi, cercatevi le informazioni da soli e non vi fate circuire dalle solite balle che ci propinano per tenerci buoni e drogati.

BASTA BASTA BASTA

L'intervento del dott. Sabetta

Più dialogo e meno TV

Buonasera, vorrei aggiungere qualche parola a questa discussione seria ed interessante. Il disagio giovanile è un problema oramai "globalizzato" qui come a New York o altrove, e si può esprimere in tanti modi. La violenza negli stadi, l'imbrattare senza scopo i muri, la violenza verso coetanei o in generale verso il "diverso", il sesso nelle scuole,la droga ed altri ne possono essere esempi lampanti. Inoltre sembra che il disagio giovanile sia direttamente proporzionale al grado di evoluzione o benessere della società nella quale vive l'individuo. La premessa ci dovrebbe far capire che non esiste una sola risposta al problema ma molteplici. In più, le cosiddette "dipendenze" stanno aumentando vorticosamente: dipendenti da internet, dipendenti dal look, dipendenti dallo status symbol, senza parlare del tabagismo o dell'alcolismo. Leggevo tempo fà di giovani teenager americane di famiglia perbene che si prostituivano per ottenere danaro da spendere in capi firmati. Insomma avere tra i 13 ed i 18 anni in questo periodo non fa fare i salti di gioia..... a Procida forse di meno ancora! e questo perchè??? Forse perchè la nostra isola offre poco e mentre per un trentenne può sembrare a misura d'uomo ad un giovane può andare stretta, forse perchè siamo "atavicamente isolati" perchè isolani e vi è maggiore voglia di evadere, forse perchè i ragazzi hanno degli ideali e degli status da imitare sbagliati, forse perchè le forti dosi di "media" propinati dalla tenera età ha impoverito la materia grigia??? Bèh non saprei che "pesci prendere" e come genitore di due bambini piccoli non nascondo la mia preoccupazione per una situazione che a mio avviso peggiorerà. Per il momento dal punto di vista dell' "educatore" cerco di trascorrere il maggior tempo possibile con i miei figli, la tv viene "dosata" e mai vista senza un adulto, cerchiamo sempre di invogliare alla riflessione ed al ragionamento, cerchiamo di creare sempre nuove iniziative ludico-pittoriche-creative-sportive nella speranza di far capire che ci si può divertire in tanti modi, anche a pescare gamberetti su di una banchina. Mi rendo conto però che l'impresa sarà ardua in quanto anche i bambini di 4 anni sono considerati "consumatori" e vengono bombardati dai media con modelli e miti da seguire già a questa età e non è raro sentir parlare bambine di "lellykelly" o scarpe nike. Vorrei aggiungere qualcosa di mio a tutto questo sparlare, un invito ai genitori a non lasciare i bimbi in balia della Tv, con programmi tipo Power ranger o wrestling, ritengo che siano molto dannosi per le fragili connessioni celebrali dei bambini. Ritornando al discorso "droga"che dire più, ci sarebbero tante cose da poter fare, a partire dalla nostra società, dall'ambiente in cui viviamo, dall'inculcare il senso civico ai nostri figli e valori più autentici e che non siano dettati dai media. Cerchiamo di parlare di più con i figli-ragazzi-giovani, cerchiamo di capirli ma non di "assecondarli" su tutto, forse questa situazione è anche dovuta ad una generazione, quella sessantottina, un pò più "dissoluta ed aperta di mente" che si è ritrovata a crescere una generazione di figli senza averne gli strumenti o le capacità. Vorrei concludere salutando tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi sino a questo punto, le mie parole non vogliono offendere ed urtare la suscettibilità di nessuno e spero che l'iniziativa del buon Raffaele possa continuare ed espandersi anche col nostro sostegno. Un abbraccio, Virgilio

Dr. Virgilio Sabetta Via Vitt. Emanuele 262 80079 Procida (NA) 081-8960210 338-4779295 skype:dr.virgilio.sabetta

da Giovanna
La vera droga è l'apparenza!
La droga non è il male peggiore che affligge l'isola...c'è ben altro, qualcosa che prende il nome di apparenza. "Apparenza: qualcosa che sembra essere, che pare essere in un certo modo; qualcosa che appare essere in un certo modo, ma è diverso dal modo in cui sembra. In Dianetics e Scientology il termine apparenza viene usato per intendere qualcosa che sembra essere in un modo, ma in effetti è qualcos’altro. Per esempio, una persona ha l’apparenza di essere sana, mentre in realtà è malata. Dal latino apparere, apparire." E' questo quello di cui l'isola soffre, e coinvolge tutti, dagli adulti ai ragazzi. Siccome i ragazzi vengono educati dalla famiglia, il tutto parte da loro, dai genitori. Tra poco sarà Venerdi Santo, avete idea di quanti abiti verranno sfoggiati dalle ragazzine? Oramai non si celebra più la Processione, ma è come essere a Parigi alla prime sfilate di moda isolane. E guai se piove, cosa indosseranno le teenager?Lo stesso giubbino indossato per l'intero inverno, giammai! Chi accompagna queste ragazze a Napoli, chi da i soldi e sopratutto chi inculca queste idee ai figli? Apparenza è quello che si trova in tutte le famiglie, la "facciata esterna" è ben più importante di una conversazione a cena con i propri ragazzi. Le mamme hanno perso ogni lume della ragione, certo, non bisogna trascurarsi ma mettere al mondo una vita che non ha chiesto di nascere vuol dire assumersi le proprie responsabilità, anche a 50/60 anni. e le responsabilità non si assolvono comprando un giubbino Phard, o scarpe Bikkembergs, c'è molto di più, e si chiama EDUCAZIONE, far capire il valore delle cose, il valore dei sentimenti, il valore di avere facoltà di pensare, agire, volere. Se mancano questi presupposti è normale gettarsi in quello che è più ovvio, e che ti provoca più piacere, l'apatia,una canna, una corsa in moto, una scritta su un muro, le bravate sono ben altro, questo è segno di malcontento generale che degenera fino al peggio. non sono in grado di proporre una soluzione a questi problemi, sono solo in grado di guardarmi intorno e di non riconoscere chi mi circonda....

da Michele
Quando si parla dei problemi dell'isola e soprattutto dei problemi dei giovani, noto un qualunquismo esasperato. Io sono uno di quelli che, anche se con moderazione, per strada ci sta, e tante cose le sa e le vede, ... ma generalizzare e fare sempre gli stessi discorsi da 20 anni non serve a nulla e spesso rappresenta il falso. Purtroppo l'isola non offre niente, ... e questo soprattutto per colpa di chi ci amministra e ci ha amministrato (ci sono realtà in Italia in cui con molte meno possibilità di sviluppo rispetto a noi, campano 100 volte meglio ...), ma c'è molta gente come me (ma anche un pò più piccoli e un pò più grandi) che si accontenta del poco che ha e che la vita sociale offre, ... senza andare incontro a squilibri sociali di cui, obiettivamente, siamo i testimoni inermi. Ma la realtà dei fatti è che al 99% la colpa è degli stessi genitori, persone che non sono in grado di tenere sotto controllo i propri figli, perché già da bambini gli hanno concesso troppo e, giustamente, dai 15/16 anni in su ne perdono le redini. E' esclusivamente un problema di educazione, ... perché a Procida ci sono migliaia di persone che hanno ricevuto un'educazione NORMALE (non ferrea, ... non siamo mica dei bacchettoni ...?!) e che se pure una volta ogni tanto si ubriacano e vomitano, ... non rientrano in un problema sociale di dimensioni esagerate, ma nella semplice ed insignificante sbornia di una serata fuori dal normale. E questo discorso si può estendere a tutti i problemi della nostra società.  Bisogna prima di tutto guardare all'interno del proprio ambito familiare. Lo stesso discorso vale per tutti quei ragazzini che corrono in motorino, rischiano di far male qualcuno almeno una volta al giorno, ... e che poi, quando succede qualcosa, i genitori danno sempre la colpa agli altri invece di "riempire di mazzate" i propri figli (visto che sono solo loro gli unici col prosciutto sugli occhi e che fanno finta di non sapere che sono solo ed esclusivamente i figli a sbagliare). Vorrei proprio vedere se dopo un paio di "cazziatoni" come si deve lo rifanno ...! I miei genitori, fanno il loro dovere dal giorno della nostra nascita, che siano gli altri a mettersi avanti a uno specchio e a giudicare se stessi prima di fare richieste che hanno dell'assurdo, ... questa gente sa prendersela solo con Procida, i Carabinieri, le istituzioni e bla bla bla! E ti ripeto, quelli della droga, dell'alcool e dei motorini sono solo alcuni esempi di come vanno le cose su quest'isola, ... queste si sono considerazioni che si possono generalizzare e che non vanno a scadere nel più banale qualunquismo. E poi la solita storia sui bar e sui locali, ... sugli orari di chiusura e ancora bla bla bla! Se si vuole tenere sotto controllo un ragazzo, gli si impone un orario di ritorno a casa, ... perchè se poi facciamo chiudere anche più presto i locali in quell'unico giorno - il Sabato - in cui uno cerca di "sbariare" con la testa, semmai dopo una settimana di duro lavoro o di studio stressante, ... allora buttiamo a fondo l'isola e disperdiamoci tutti sulla terra ferma. Il problema di dare o meno alcolici ai minorenni non esiste, ... perché i bar rispettano questa cosa e lo hanno sempre fatto, ... ma se poi capita che l'unico maggiorenne di una qualsiasi comitiva prende da bere per tutti, con chi vuoi prendertela ...?! Purtroppo funziona così, ... sempre perché io per strada ci sono e le cose le vedo e le rivedo, ... non come tanta gente che parla, parla e riparla, ma poi esce di casa solo per la Sagra del Mare e per il Venerdì Santo. Queste cose, tra virgolette, le potrei accettare da qualche persona anziana, come può essere mia nonna, ... che comunque prende le notizie per quelle che sono, semmai travisate da un classico passaparola, e poi le giudica da persona di una certa età, ... ma non da genitori 40enni che non si mettono una mano sulla coscienza prima di aprire bocca.

 

da Maria Michela
Io trovo che lasciarsi andare a frasi del tipo "Bisogna darsi da fare attivamente!" o che il cambiamento debba venire dai giovani siano cose ridicole. La classe giovanile moderna non e' quella del 1968 dato che ci sono ben quarant'anni di storia in più e soprattutto se ora il mondo e' così forse dobbiamo "ringraziare" anche tutti i sessantottini. Non voglio fare polemica politica ma solo far svanire un confronto che mi sembra insensato. Ancora peggio sarebbe costringere i minori di 18 anni a rientrare entro le ore 23:00 per ordinanza sindacale, cioè il sindaco dovrebbe ripercorrere le orme mussoliniane e reintrodurre il coprifuoco?! Ormai sono 7 mesi che vivo a Roma, in una realtà completamente diversa da quella isolana e se riesco a trovare qualche differenza fra Procida e la grande città e' solo nella mentalità bigotta. Droga,alcool e quant'altro esistono ovunque ed è chiaro che in una località così ristretta la concentrazione di questi problemi salta all'occhio;tuttavia mi sembra un discorso buonista ammonire i ragazzi dicendo di ritrovare gli ideali e smettere di ricercare in altro il divertimento. Gli ideali, così come la cultura, si trasmettono fra le generazioni e se le famiglie non sono state in grado di evitare che accadesse questo sfacelo allora a finire sotto accusa devono essere i genitori! Disattenti,troppo impegnati nel lavoro o ancora peggio in attività ludiche quali il teatro o la Chiesa. Sì,sarò cattiva ma a giudicare dai comportamenti forse solo il 3% delle donne impegnate a livello parrocchiale lo fanno sentitamente....il resto trovano nella Chiesa il loro sfogo,o meglio la loro realizzazione personale. Questo sottrae tempo e attenzione ai figli, i quali se certamente vedono dei genitori assenti o che in casa si rivolgono a stento parola, non hanno idea di cosa voglia dire creare rapporti umani, comunicare, divertirsi alla luce del sole, senza aspettare che cali la notte,dove l'insicurezza annega in un bicchiere di troppo e ci sentiamo tutti piu fighi. L'insicurezza proviene dalle basi familiari non solide, dall'incertezza per il futuro lavorativo isolano. I genitori se ne sbattono dei figli ma appena arriva il momento di farli spiccare il volo, per proseguire gli studi o per lavoro diventano tutti apprensivi e iperprotettivi a causa di chissà quale forma malata di egoismo. Se si incentivassero un pò di piu lo studio in città diverse dalla troppo vicina Napoli, (dove ogni occasione è buona per tornare da mammà e 4 giorni a settimana non bastano per aprirsi mentalmente a sufficienza), o lavori diversi da quello del marittimo,(occhio non vede cuore non duole,ovvero le care mogli non capiscono i sacrifici dei mariti ma sanno solo vivere tutta una vita senza neanche sapere da quale sudore provengano i soldi) magari ci sarebbero piu menti disposte a creare qualcosa di nuovo per Procida:posti di lavoro,pulizia,amministrazione pubblica NON corrotta, attività culturali,vita notturna piu varia e attiva. Il cambiamento deve venire dagli adulti,ma da quelli che si preoccupano prima di curare la propria famiglia e poi di andare spargendo beneficienza altrove....Questa non vuole essere una generalizzazione perchè è chiaro che quanto da me detto non accade in tutte le famiglie ma evidentemente ancora in troppe se la situazione continua a peggiorare. Personalmente non credo in un serio rinnovamento.
Maria Michela

da Lucia
Caro Raffaele, credo che il tuo articolo sui giovani sia una provocazione, un'esagerazione evidente per scuotere le coscienze, per indurre a reagire, per stimolare i giovani a dire che no, non è così, non è poi tutto così piatto, buio, oscuro, senza speranze. Ne ho parlato spesso anch'io male fino all'inverosimile di questi giovani smorti, apatici, sfiancati da una vita che scialacquano come se fosse eterna e indistruttibile, che bivaccano, che si consumano nell'alcol e nel non-senso. Li ho visti anch'io, troppe volte, appiattiti, svogliati, indifferenti, io che sono una di loro, io che ancora non ho vent'anni. Eppure oggi mi accorgo che forse qualcosa al di là di queste terribili apparenze si cela. Dietro facce coperte da occhialoni scuri over-size, dietro abiti firmati ci sono volti che piangono, che soffrono, che hanno bisogno di chiedere aiuto, ma che non ne hanno il coraggio. In un bicchiere troppe volte riempito e svuotato, ci sono giovani che hanno un voglia matta di amare ed essere amati, che avrebbero bisogno di ascolto, di persone adulte capaci di rimproverarli e di premiarli secondo giusta misura, ci sono ragazzi che si sentono e sono soli, perchè non riconoscono nella famiglia, nelle istituzioni e spesso nemmeno negli amici alcun punto di riferimento. Sì, è vero, è più facile delegare agli altri il compito di pensare e di impegnarsi, perchè- non c'è niente da fare- spegnere il cervello è più comodo che accenderlo, perchè metterlo in moto significherebbe mettersi in gioco, fare critica e autocritica, cercare la radice profonda di tanti atteggiamenti sbagliati e di tante sofferenze. Però è anche vero che ci sono giovani che hanno scelto di scegliere e di non lasciarsi vivere. Giovani che studiano e che si acculturano, per imparare ad essere liberi, in un'epoca in cui la libertà sembra essere diventata un'utopia. Giovani che s'impegnano nel sociale, giovani che non hanno paura di andare contro corrente, che amano la musica, la lettura, la scrittura e che coltivano, a volte anche con ottimi risultati, le loro passioni. Il mio invito è quello di non generalizzare e di non dimenticare chi in questa marmellata di cervelli non vuole finirci, chi s'impegna costantemente per salvare, almeno se stesso, da quest'annichilimento generale. E soprattutto, cerchiamo di comprendere quali siano le cause sociali e psicologiche che provocano tali fenomeni giovanili, senza giudicare nessuno, perché- in fondo- chi di noi può definirsi realmente immune da simili forme di debolezza psichica e interiore? 
Lucia

CIRO dalla Germania:  vivo ormai da circa 10 anni in Germania. Ogni volta che riesco a trovare un pò di tempo vengo sempre sulla nostra isola per venire a trovare i miei parenti e anche per rivivere un pó la mia gioventù. Ma ogni volta é sempre la stessa storia. Non cambia mai niente tutti si annoiano si lamentano ma nessuno ha voglia di far qualcosa per cambiare un pó la situazione. Ho letto nel tuo sito proprio oggi del ragazzo che é morto per droga. Questa é una delle conseguenze dell´ ambiente di Procida anche se tutti sanno ma nessuno denuncia. È un peccato che i giovani o una parte di essi non facciano qualcosa per aiutare i propri coetanei. Ti sembrerà assurdo ma dove io vivo nessuno conosce Procida, Capri, Ischia ma Procida é totalmente sconosciuta. Perché non ci si muove in questo senso e cercare di sviluppare il turismo per dare una possibilità ai giovani di crearsi un futuro nell´ isola. Per farti un esempio i Tedeschi quando sono in ferie amano la tranquillità e il totale rilassamento, cose che Procida può offrire senza troppi investimenti e creare nuovi posti di lavoro. Quindi fare conoscere l´ Isola il più possibile e offrire le risorse naturali che non mancano. E togliere l´ amministrazione comunale che ha fatto e sta facendo solo danni.

da Michela 
Vorrei aggiungere una cosa forse banale . Nel piattume in cui Procida naviga che forse deriva dalle amministrazioni o da una cattiva educazione dei genitori (e per cattiva intendo senza alcun limite , dove tutto è concesso e niente è guadagnato) i giovani che fanno? Cavolo abbiamo la fortuna di studiare, abbiamo internet la tv che ci permette di avere una visione del mondo completa,e quindi stiamo lì a guardare dando la colpa ...a chi poi? Al fatto che la nostra isola non offre niente? Chiediamoci prima che cosa dovrebbe offrire e agiamo!è la nuova generazione che deve fare qualcosa , risvegliare gli animi!Nel '68 si combatteva e si rischiava tutto per ideali come la pace ,oggi nel 2007 credo sia questa la battaglia da combattere... rendere Procida non solo un luogo bigotto e pieno di controsensi !

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ultimo aggiornamento: 02/11/2010