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Essa presenta una morfologia mediamente pianeggiante e poco articolata, dal
punto di vista altimetrico si sviluppa intorno alle quote di 30-35 m s.l.m., ad
eccezione dei promontori di Terra Murata 91 m s.l.m., di Solchiaro 65 m s.l.m.,
di quello compreso tra Punta Ottimo e Capo Bove 65 m s.l.m. e dell’isolotto di
Vivara 108 m
s.l.m.
Tale morfologia è riconducibile alla intensa attività dei centri eruttivi ed
alle grosse quantità di materiale piroclastico eiettate, che si sono depositate
colmando le depressioni e rendendo pressocchè pianeggiante il territorio.
I risultati di tali attività sono individuabili nelle formazioni di tufo
trachitico e brecce trachitiche del vulcano di Pozzovecchio, nei tufi latitici
del Fiumicello nei prodotti trachitici,
costituiti da pomici e ceneri scorie saldate e breccia, verso est tra
punta Pioppeto e Sancio Cattolico, nei banchi piroclastici di Chiaia
e Chiaiolella ecc., e nelle ceneri e pomici rinvenibili su tutto il
territorio di Procida e su Vivara
forse provenienti dai Fondi
di Baia.
La matrice vulcanica descritta in virtù della presenza di tutti i macro e
microelementi necessari alle colture, è garanzia di buona fertilità chimica
del terreno, che insieme ad un’equilibrata tessitura, consente la formazione
di una struttura in grado di garantire, mediante la coesistenza delle fasi
solida, liquida e gassosa, la vita di organismi inferiori, protozoi, funghi,
alghe e batteri cui è dovuta la fertilità biologica del terreno e la
mineralizzazione della sostanza organica.
Agricoltura e prodotti tipici
Tutte queste condizioni, unitamente all’ubicazione dell’isola, a ridosso
delle coste occidentali di una penisola esposta liberamente ai venti occidentali
provenienti dal mare e predominanti alle latitudini intermedie e,
contemporaneamente protetta dall’arco dell’Appennino Centrale dai venti
freddi e continentali del Nord-est, hanno consentito un rilevante sviluppo delle
attività agricole, almeno fino alla fine degli anni ’60.
Infatti, grazie alla tipicità di alcuni prodotti alle loro caratteristiche
qualitative ed organolettiche, ed alla possibilità di anticipare le produzioni,
complice la favorevole esposizione geografica, gli operatori del settore hanno
saputo conquistare i mercati della provincia ed
anche parte di quelli nazionali.
I primi, probabilmente appartenenti al ceppo del “Femminello comune” - sfusato amalfitano si
presentano con flavedo di colore giallo citrino, ghiandole oleifere fitte con buona dotazione di olii
essenziali, bassa acidità a maturazione
La forma dell’esperidio è ellittica allungata e simmetrica con umbone grande
e arrotondato, l’albedo è molto spesso, tutte queste caratteristiche,
accompagnate dall’intenso profumo e dall’aroma tipico sono alla base del suo
tradizionale consumo fresco.
I carciofi procidani sono probabilmente da ascrivere al tipo Romanello,
tuttavia, in zona si presentano con caratteri distintivi propri tra i
quali spicca la intensa colorazione viola dei capolini che raggiungono, a
maturazione della carciofaia, dimensioni ragguardevoli conservando
intatta tutta la tenerezza.
A questi si possono aggiungere altri prodotti, non ugualmente esclusivi che
hanno contribuito a
valorizzare un settore che fino a qualche decennio fa rappresentava una voce non
secondaria nella composizione del reddito dell’isola.
Si possono citare a riguardo le uve da tavola di Solchiaro, le albicocche, le
patate novelle e soprattutto il
vino: il rosso, prodotto con uvaggi
di aglianico, piedirosso e “tintora”; il
bianco con uvaggi di “tenedda”,
(la biancolella di Ischia), di falanghina,
di “luvanta”, e di altre varietà locali,
tutte attualmente, quasi
completamente sostituite da vitigni più noti, meno tipici, ma
in qualche caso
migliori. Declino
e prospettive di rilancio
Inoltre la concorrenza di settori economicamente più vivaci, che assicurano maggiore redditività, tende a rendere sempre più marginale il ruolo dell’agricoltura, fenomeno storico, quest’ultimo, che è stato su larga scala, alla base del processo socio-economico che ha condotto all’industrializzazione prima e allo sviluppo del settore terziario successivamente. Fin qui le considerazioni svolte hanno riguardato i tradizionali aspetti mercantili dell’agricoltura, ma una visione più ampia e moderna riconosce ai sistemi rurali un ruolo fondamentale per l’affermazione di un nuovo tipo di turismo, più selettivo e per questo più sostenibile per il delicato assetto paesaggistico-territoriale dell’isola di Procida, modellato nel tempo, anche grazie al contributo di generazioni di agricoltori. Pertanto è necessario ripensare e dare sostegno al sistema agricolo locale, che già presenta una forte valenza paesaggistico-ambientale non più come settore produttivo mercantile a se, ma come essenziale strumento di tutela dell’ambiente di valorizzazione del territorio e di sviluppo sostenibile nell’ambito di un sistema ad utilizzo plurimo di risorse e attività in cui gli elementi essenziali sono rappresentati da risorse naturali, soggetti pubblici e privati, istituzioni, attività, beni culturali, tradizioni. |
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