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a cura di
Porfirio Tramontana

maggio 2010
Proposte di lettura 

a cura di Diego DI DIO

Ken Follett, “I pilastri della terra”
(a cura di Diego Di Dio)  

Ambientato tra il 1123 e il 1174 nella località immaginaria di Kingsbridge, “I pilastri della terra” è il capolavoro di Ken Follett. Romanzo lunghissimo (oltre 1000 pagine), quattordici milione di copie vendute nel mondo, un’epopea famigliare e avventurosa che si snoda tra le vicende di personaggi credibili e realistici: Tom il costruttore alla continua ricerca di lavoro; Ellen la strega accompagnata dal figlio Jack, introverso e geniale; il priore Philip, determinato e risoluto; William Hamleigh, personificazione del male ottuso e frustrato, soprattutto a seguito del rifiuto della bellissima lady Aliena; e infine Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, ucciso dai servitori del re Enrico II. L’Inghilterra del XII secolo è descritta in maniera impeccabile e puntigliosa; le descrizioni di usi e i costumi medievali, così fedeli alla realtà, sono frutto di una ricerca attenta e puntuale. Sullo sfondo delle vicende personali si erge la vicenda-madre, la costruzione dell’immensa cattedrale gotica di Kingsbridge, messa costantemente in pericolo dalle sventure e dagli attacchi del perfido Hamleigh. Unica pecca del libro è un Follett che, nella parte iniziale, risulta eccessivamente lento e descrittivo, perdendosi a tratti nel ridondante tecnicismo architettonico della cattedrale. Ma nel complesso si tratta di un romanzo eccezionale, scritto benissimo, in cui personaggi coerenti e fedeli si sposano a una trama in continua tensione narrativa.

Ken Follett, “Mondo senza fine”
(a cura di Diego Di Dio)  

Ambientato due secoli dopo “I pilastri della terra”, “Mondo senza fine” è il prosieguo ideale del romanzo che l’ha preceduto. Le vicende, ancora una volta, si svolgono all’ombra della cattedrale di Kingsbridge, e le storie di Tom il costruttore e di Jack suo figlio, in questo romanzo, sono leggende che aleggiano intorno all’immenso edificio. La storia comincia con quattro bambini (Caris, Merthin, Gwenda e Ralph) che si avventurano nella foresta e assistono a uno scontro sanguinoso tra due armigeri e Sir Thomas Langley, che alla fine avrà la meglio, pur rimanendo gravemente ferito. Motivo della lotta: una lettera pericolosissima che Langley sotterrerà con l’aiuto di Merthin. In verità questa vicenda iniziale avrà un’importanza del tutto marginale nel corso della storia, che si snoderà ancora una volta tra personaggi perfettamente equilibrati e credibili: Merthin, il protagonista, abile mastro costruttore, che riecheggia in parte le gesta di Tom e Jack; Caris, la sua eterna amata, prima monaca e poi badessa, infine moglie; Ralph, fratello irascibile e violento del protagonista; Godwyn, priore astuto e senza scrupoli, ecc. “Mondo senza fine” è, senza nulla togliere al capolavoro che l’ha preceduto, superiore a “I pilastri della terra” sia in quantità (quasi 1400 pagine) che in qualità, dal momento che Follett misura, con abilità ancora maggiore, descrizioni, tecnicismi, dialoghi e descrizioni storiche. In verità, il libro sarebbe potuto finire anche trecento pagine addietro, e sarebbe stato ugualmente un capolavoro. Ma la mole del romanzo non è motivo né di noia né di ‘appesantimento’ letterario. Ancora una volta, Follett si dimostra autore poliedrico e dannatamente bravo; che forse, nel romanzo storico, riesce a dare proprio il meglio di sé.  

Carlos Ruis Zafòn, “L’ombra del vento”
(a cura di Ida Gangheri)  

Zafòn, autore per ragazzi, con questo romanzo fa il suo ingresso nella narrativa per adulti, e lo fa con grande maestria. " L'ombra del vento" è la storia di Daniel, un ragazzino a cui il destino riserva molte sorprese. È una storia intricata, in cui si intrecciano perfettamente amori, segreti, suspence, colpi di scena, in un crescendo di emozioni che catturano il lettore e lo accompagnano ben oltre l'ultima pagina. Il suo amore per i libri e l'alone di mistero che avvolge la figura di Juliàn Carax, autore del libro che dà il titolo al romanzo, spingono Daniel a cercare la verità ad ogni costo, incurante del pericolo. "Leggere è un'arte e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi. La lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare"... e questo libro non dà tregua, si fa davvero leggere tutto d'un fiato!  

Stephen King, “Terre Desolate”
(a cura di Davide Schiano di Coscia)
 

In questo nuovo capitolo della saga de “ la Torre Nera ” ritroviamo Roland e il suo rinnovato Ka-tet (composto da Eddie, ex tossico dalla battuta sempre pronta e Susannah, in bilico tra due distinte personalità) sul sentiero che conduce alla Torre.
Il quid di questo capitolo è il rinsaldarsi del legame fra i pards, tramite varie peripezie che condurranno a un finale in cliffhangher.
“Terre desolate” rappresenta la fine della narrazione come era stata percepita nei due capitoli precedenti permettendo alla trama di farsi notevolmente più fitta e ricca di rimandi ad altre opere che compongono il corpus kinghiano.
Il romanzo si presenta ricco di colpi di scena, alcuni dei quali davvero surreali e imprevedibili.
Quello che inizia a emergere in questo libro è una cosmologia alla base dell’intera opera di King: i personaggi che sin qui erano sembrati isolati e gli episodi che erano parsi privi di particolare interesse, alla luce della fitta rete di miti che iniziano a trapelare, assumono dei contorni del tutto nuovi.
In definitiva  una tappa di transizione, certo, ma che, come si è visto, presenta degli elementi d’interesse tutt’altro che trascurabili.
 

Irene Nemirovsky, IL BALLO
(a cura di Roberta Scotto Galletta)  

Entrare al supermercato Feltrinelli significa superare la barriera dei libri troppo pubblicizzati, quelli con lo sconto, quelli che piacciono ai più. Dopo aver superato, con il naso tappato, queste tre zone, ci avviciniamo verso le zone meno battute del supermercato in questione. Quando si va al “dì per dì” o a uno “Sma” o al “GS” o altro supermercato a scelta, le zone meno battute sono quelle dei cibi biologici, no ogm, provenienti dalle ong, che sono più costosi ma di qualità e rispettosi dell'ambiente. Nel supermercato del libero libro, ci sono le penne e le tazze, le agendine e i calendari, gli Ipod e le cuffiette, i cd. In fondo, dove proprio non ci va nessuno, ci sono i libri di qualità, nascosti e stretti accanto l'opera magna del grande scrittore.
Irene Nemirovsky è una grande scrittrice ebrea. Scoperta alla fiera della piccola e media editoria, nello stand dell'editore Giuntina, ormai ho deciso di leggerne ogni cosa. Stretto tra opere più grandi dell'autrice c'è un piccolo libro edito da Adelfhi, “Il Ballo”, di 83 pagine e questo fa di esso un tomo che si può leggere – è quel che direbbe mia cugina che, quando le regalo un libro, è ok solo se non supera le 150 pagine oppure è “un mattone”.
Siamo nella Parigi del vecchio secolo che ci ha lasciato dieci anni fa e una famiglia ebrea ha fatto fortuna. Da un buco di casa con amici ratti e mobili modesti, la famiglia si trasferisce in una sorta di reggia con servitù e governanti. L'unica figlia della coppia è un'adolescente che non vede l'ora di diventare una donna adulta. La madre non è dello stesso avviso. Il rapporto fra le due, unito alla voglia di entrare nel bel mondo della società parigina – se avessero letto Balzac se ne sarebbero guardati bene dal farlo – fa di questo racconto lungo una deliziosa storia da leggere tutta d'un fiato, per riflettere su quanto sia difficile andare d'accordo fra madri e figlie e ancor più complicato fare il cigno quando non lo si è di nascita.

 

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ultimo aggiornamento: 02/11/2010