Confermato il
successo della manifestazione dedicata ai contadini
La Sagra del Vino conquista i
procidani
duemila persone
alla festa di sabato scorso
Procida – Se c’era chi
voleva una conferma del successo della Sagra del Vino, alla sua seconda
edizione, può dirsi più che soddisfatto. La manifestazione, organizzata dalla
comunità parrocchiale della SS. Annunziata, si è rivelata anche quest’anno
riuscitissima. Un successo che va al di là delle più rosee aspettative,
premiato dalla affluenza numerosa e partecipe. Al di là delle prelibatezze
gastronomiche ciò che meglio si gustava sabato sera era l’atmosfera,
calorosa, accogliente, festosa. Niente di strano- si dirà -“è una
sagra, come potrebbe essere diversamente?!”. Ma i procidani grazie alla serata
in onore dei contadini hanno scoperto il vero senso della sagra che è
partecipazione, incontro, allegria. Allegria di cui si ha una gran fame
nell’isola. Troppo spesso le sagre ufficiali sono asettiche passerelle che
escludono la partecipazione popolare e smarriscono il senso della festa. E
invece nell’aria si respirava la voglia di stare insieme, di chiacchierare con
un bicchiere di vino in mano, cantare, ballare sotto braccio. Sarà solo una
retorica considerazione personale, ma ho avuto forte la sensazione che i
procidani sentivano il bisogno di ritrovarsi e divertirsi. E lo hanno fatto
grazie all’animazione strepitosa offerta da Enzo Florentino e Vanna Palladino
che oltre ad accompagnare con dolci melodie la serata, hanno coinvolto tutti in
danze scatenate. Grandi e bambini sono rimasti a bocca aperta con lo spettacolo
di giocolieri, trampolieri e mangiafuoco. Grande ilarità ha suscitato la
partecipazione di Luigi Intartaglia nei panni del Pazzariello che ha introdotto
la presentazione della serata, dolcemente condotta da Carmen Ventrice, Graziella
2001. E che dire della coreografica e scanzonata partecipazione della Banda
cittadina? Ma il grande protagonista era ed è stato il vino. Genuino,
inebriante, copioso. E’ stato offerto senza parsimonia ai numerosi banchi che
si estendevano dal viale della Libera al Pesone. Quest’anno le pietanze
offerte si dividevano in primi piatti, salsicce, frittelle di baccalà, dolci e
rustici. E l’offerta è riuscita a malapena a fronteggiare la domanda, che si
è rivelata superiore e famelica. Anche quest’anno non è rimasta una briciola
delle centinaia di pietanze preparate dalle solerti e stoiche donne della
parrocchia, che per nulla scoraggiate dal rinvio per maltempo della settimana
precedente hanno offerto il bis in qualità e generosità. Oltre 2000 persone,
tra cui molti ospiti dell’isola nel fine settimana, hanno apprezzato
l’organizzazione e l’accoglienza, decretando senza indugio il successo
dell’iniziativa. Un evento assolutamente creato
dal nulla, nato da un’idea di Michele Staropoli e Raffaele Iovine, in omaggio
alla vocazione agricola dell’Isola di Procida, che pur aggredita da
un’edilizia selvaggia conserva ancora molti vigneti, curati con amore e
dedizione da gente vera, ancora legata a tradizioni e valori grandi, che sono il
cuore autentico dell’Isola. L’anno scorso il pungolo di Padre Michele Del
Prete fu necessario ad amalgamare i partecipanti. Quest’anno è bastato il
ricordo della bella esperienza dell’anno precedente a fornire la formula
vincente. Formula in cui cominciano a credere gli sponsor tra cui l’enoteca
“Peccati di Gola” del vulcanico Michele Scotto. Fattiva e preziosa la
collaborazione di panetterie, macellerie e dei ristoranti Gorgonia e La Torre.
Il ricavato, lo ricordiamo, è a favore del costruendo oratorio alle spalle
della chiesa dell’Annuziata. Grazie al coordinamento dei solerti Angelo
Costagliola e Domenico Aiello, l’edizione di quest’anno è sembrata più
attenta ai dettagli. E se non c’è due senza tre, c’è da aspettarsi qualche
grande sorpresa nell’attesissima edizione del 2002.
le
foto sono di Fotoclick e P. Capobianchi
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