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Chi vuol esser procidano?

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a cura di
Porfirio Tramontana


I Normanni decretarono la fine del ducato napoletano su Procida nel 1194 concedendola in feudo alla famiglia che dalla stessa isola prenderà il nome i "Da Procida" ed il cui esponente più illustre fu quel Giovanni Da Procida, promotore dei Vespri Siciliani.

Due secoli più tardi, nel 1339, l'isola fu concessa dagli angioini ai Cossa, nobile famiglia francese di valenti ufficiali di Marina.

Ancora due secoli e l'isola diventa feudo del marchese del Vasto, Alfonso d'Avalos d'Aquino (1529).

Al figlio Innico, feudatario dell'Isola e abate commendatario dell'Abbazia, si deve la costruzione del Castello d'Avalos, oltre che al completamento della struttura difensiva dell'isola con l'edificazione delle tre torri (simbolo del Comune di Procida) di avvistamento, in zona Cottimo, Lingua e Chiaiolella.

Nel 1744 Procida, ambita meta di caccia, viene annessa ai beni della Corona. Nel 1792 i Borboni insignirono l'isola del titolo di "Reale Città ed Isola". Nel 1799 Procida aderirà alla Repubblica Napoletana pagando la feroce repressione borbonica immolando in Piazza, appunto detta dei Martiri, 16 suoi figli, tra cui il curato e due sacerdoti.

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ultimo aggiornamento: 02/11/2010