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"I
MISTERI" DEL VENERDÌ SANTO : TRADIZIONE SALVATA O ROVINATA?
Cari lettori, o meglio,cari "navigatori",
l'argomento che voglio proporvi è stato certamente discusso molte volte e tante
sono state le cose dette e altre ancora quelle non dette. La mia riflessione
parte dall'interno, da chi vive da sempre questa tradizione,quest'evento che ti
fa sentire procidano e per 40 giorni ti fa vivere e ri-vivere emozioni sempre
più belle e crescenti. Negli anni ovviamente i cambiamenti sociali e culturali
che hanno investito ogni campo di interesse non hanno certo risparmiato la
tradizionale preparazione e processione dei "misteri". Eppure essa
resiste, dura, vince ogni anno battaglie organizzative,amministrative,sociali e
chi più ne ha più ne metta. Senza divagare troppo dall'argomento che voglio
trattare passo subito al nocciolo della questione. Come si evince dal titolo del
mio articolo-riflessione, vorrei porre alla vostra attenzione ciò che si è
fatto e che si fa per cercare di tenere vivo l'interessa e quindi la tradizione
della processione del venerdì santo a Procida. La maggior parte degli isolani
credo che sia contenta dell'associazione che è stata istituita da alcune
persone volenterose per dare la possibilità a tutti di poter usufruire di uno
spazio dove poter costruire le proprie opere da portare poi per il tradizionale
percorso. Diciamo subito che è assolutamente da apprezzare una tale iniziativa
e che sostanzialmente ha attecchito abbastanza fra i ragazzi o comunque fra
"gli addetti ai lavori" dei misteri. Sono state create strutture
(seppur mobili), sono stati rivitalizzati spazi che prima erano abbandonati,
sono stati coinvolti ragazzi più piccoli e talvolta anche alcuni genitori.
Tutto ciò sempre per tenere vivo l'interesse e quindi far sopravvivere uno
degli avvenimenti(forse l'unico) più belli e suggestivi che la nostra isola
possa offrire. Quello che mi chiedo e che chiaramente chiedo a voi è se tali
iniziative abbiano travisato leggermente,dico leggermente il senso pieno di ciò
che stavano andando a difendere. Credo che si voleva difendere la possibilità
di vedere ancora comitive di ragazzini che "a piedi" e ripeto "a
piedi" si caricavano a spalla legno, pitture,carta e quant'altro occorrente
per relaizzare un "mistero"degno di tal nome. Difendere la
caratteristica, a mio avviso peculiare, dei "portoni" ; quel luogo
gentilmente concesso dagli abitanti di tutta l'isola ai ragazzi per un
determinato periodo. La ricerca del "portone" è sempre sta un grande
problema per chi si accingeva a riunirsi per il venerdì più interessante
dell'anno ma ciò nonostante faceva parte del grande impegno che tutti volevano
(e vogliono) mettere in queste opere. Ancora, difendere la semplicità, la sana
concorrenza fra i vari gruppi, la "gelosia" che consisteva nel non far
entrare qualche visitatore troppo curioso durante l'ultima settimana di lavoro.
Ecco tutte queste cose credo si debbano difendere e credo,ma è solo la mia
opinione, che questo non sia stato fatto e che anzi sia stato seppellito da
questa eccessiva comunanza di spazi e dal continuo cercare standard che
potessero andare bene per tutti i gruppi. Ripeto la mia stima per iniziative del
genere ma mi sento di dissentire dal modo in cui sono state messe in opera.
Credo che invece, la forza di tale iniziativa avrebbe dovuto essere quella di
fare in modo o almeno tentare di spiegare agli abitanti proprietari di
"portoni" e ai ragazzi che c'è bisogno di cooperazione e
collaborazione per far sopravvivere una tradizione centenaria e attraverso le
istituzioni normativizzare il tutto. Intendo dire che forse si poteva
responsabilizzare alcuni rappresentanti dei vari gruppi, impegnandoli
socialmente,civilmente e legalmente nel garantire per l'uso del
"portone" in un periodo prestabilito, rispettando orari e regole prese
in concertazione, di comune accordo. Ovviamente il discorso è di non facile
realizzazione ma credo che sul lungo periodo si possa attuare attivandosi in
tempo e non solo in prossimità dell'evento. Mi riferisco ai ragazzi che
dovrebbero organizzarsi in inverno stabilendo di che spazio avranno bisogno e in
che periodo, mi riferisco alle istituzioni che dovrebbero tenere vivo
l'interesse generale e applicarsi per capire i punti e i luoghi dove tutto ciò
potrebbe realizzarsi, mi riferisco alle associazioni, ai genitori e chiunque
abbia un minimo a che fare con questo discorso affinchè si adoperino per
ottenere cambiamenti veramente significativi. Non è sufficiente uno spazio dove
per la maggiore si crea confusione e dove si va completamente oltre il senso
principale della processione. Un luogo dove si possa sfoggiare la nuova
automobile o la nuova moto e dove si possa bere un birra senza essere visti dai
genitori, un luogo che può essere trasformato in una scusa per fare più tardi
la sera. Mi spiace, ma è quello che purtroppo si legge tra le righe di
un'apparente felicità per avere la possibilità di "fare il mistero".
Voglio chiudere ripetendo e sottolineando ancora una volta quanto siano
importanti iniziative del genere, non solo per non perdere le nostre
antichissime tradizioni ma anche per tenere vivo l'interesse culturale fra gli
isolani e quindi tenere viva la nostra Procida. Ho voluto soltanto invitare a
qualche riflessione su cosa sia davvero una tradizione ed in particolare la
tradizione dei "misteri", poi è chiaro che ognuno resta con le sue
idee e può formarsi una sua opinione in merito.
Articolo ricevuto via e-mail da A. | |
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